La Repubblica Dominicana sta entrando nel 2026 con una doppia spinta: da un lato la sua crescita strutturale pluriennale, dall’altro un contesto regionale che la favorisce ulteriormente. Punta Cana e l’Est dominicano stanno beneficiando non solo di una domanda internazionale già forte, ma anche del temporaneo indebolimento competitivo di altre destinazioni caraibiche come Cuba, Giamaica e alcune aree del Messico turistico, colpite da criticità diverse: crisi energetica e logistica nel caso cubano, danni post-uragano nel caso giamaicano, e nel caso messicano un mix di sicurezza percepita e pressione ambientale legata al sargasso sulle coste caraibiche.
Secondo Asoleste, Punta Cana viaggia già oggi su livelli di occupazione tra l’80% e l’85%, con proiezioni superiori al 90% per la Semana Santa 2026. È un segnale molto rilevante: non stiamo parlando soltanto di buona performance stagionale, ma di un mercato che continua a intercettare domanda regionale in fuga dall’incertezza. Questa è un’inferenza strategica, ma è coerente con il quadro descritto dagli operatori locali e con i nuovi record registrati dal turismo dominicano a inizio 2026.
Ernesto Veloz, presidente di Asoleste, ha indicato Punta Cana come uno dei poli turistici oggi più sicuri e attrattivi dell’intera regione, sottolineando come il deterioramento di altri mercati caraibici stia favorendo un travaso di domanda verso la Repubblica Dominicana. In particolare, vengono evidenziati tre driver: i problemi energetici strutturali di Cuba, le difficoltà della Giamaica dopo l’uragano Melissa e le criticità di sicurezza che continuano a pesare sull’immagine di alcune aree turistiche del Messico.
Questa dinamica conta molto perché il turismo, soprattutto quello internazionale leisure, premia in modo crescente quattro fattori: sicurezza percepita, continuità operativa, accessibilità aerea e qualità dell’esperienza. Su questi quattro assi, Punta Cana oggi ha un vantaggio competitivo molto chiaro rispetto a diversi competitor regionali. L’alta occupazione già visibile a marzo conferma che il mercato sta leggendo la destinazione come affidabile, pronta e performante.
Dopo un gennaio già eccezionale, con 1.219.606 visitatori, febbraio 2026 ha segnato un nuovo massimo storico con 1.184.902 visitatori. Nei primi due mesi dell’anno la Repubblica Dominicana ha quindi totalizzato 2.404.508 visitatori, pari già a oltre il 20,5% dell’intero volume 2025.
Nel solo mese di febbraio 2026 sono arrivati 824.172 turisti per via aerea e 360.730 crocieristi, con una crescita del 13,1% rispetto a febbraio 2025. I principali mercati emittenti sono stati Stati Uniti (39%), Canada (24%), Argentina (6%), Francia (4%) e Colombia (3%). Tra gli aeroporti, Punta Cana ha assorbito il 54% degli arrivi aerei del mese, confermandosi il principale gateway turistico del Paese. L’occupazione alberghiera nazionale ha superato l’87% e il livello di soddisfazione dei visitatori è stato di 4,4 su 5. (Fonte precidencia.gob.do)
La forza del turismo dominicano non nasce nel 2026. Negli ultimi anni il Paese ha costruito una traiettoria di crescita costante.
| Anno | Visitatori unici totali | Nota |
| 2023 | Circa 10,3 milioni | Consolidamento sopra 10 mln |
| 2024 | 11.192.047 | +9% circa sul 2023 |
| 2025 | 11.676.901 | +4,3% sul 2024 |
| Gen-Feb 2026 | 2.404.508 | Partenza record |
Nel 2024 il Paese ha chiuso con 11,19 milioni di visitatori, superando del 9% il 2023. Nel 2025 ha ulteriormente migliorato il record a 11,68 milioni, con quasi 500.000 visitatori in più rispetto al 2024. Questo significa che la Repubblica Dominicana non sta vivendo un semplice rimbalzo post-pandemia: sta consolidando un nuovo livello strutturale di scala turistica. (Fonte precidencia.gob.do)
Cuba continua a scontare una grave crisi energetica. Reuters ha documentato blackout ricorrenti, scarsità di carburante e una situazione di forte instabilità operativa, tanto che a febbraio 2026 la Russia ha annunciato il rimpatrio dei propri turisti e la sospensione temporanea di alcuni voli verso l’isola per la carenza di jet fuel. Anche l’ambasciata USA a L’Avana ha invitato i cittadini a prepararsi a interruzioni, carenze e proteste. Per un turista leisure internazionale, tutto questo si traduce in incertezza sulla continuità del soggiorno e sulla qualità dell’esperienza.
La Giamaica è stata duramente colpita dall’uragano Melissa nell’ottobre 2025. Reuters ha riportato danni economici stimati in circa 10 miliardi di dollari, con forte impatto su turismo e agricoltura. A marzo 2026 il governo giamaicano ha dichiarato che tutti gli hotel dovrebbero tornare pienamente operativi solo entro dicembre 2026, segnale che la fase di recupero è ancora in corso. Quindi sì, la destinazione resta attrattiva, ma sul piano competitivo non ha oggi la stessa fluidità operativa di Punta Cana.
Il Messico resta una potenza turistica assoluta, quindi va evitata una lettura semplicistica. Però sulle coste caraibiche, in particolare nell’area di Quintana Roo, persistono due temi che penalizzano la percezione di una parte della clientela internazionale: la sicurezza e il sargasso. Il Dipartimento di Stato USA mantiene per il Messico un advisory di cautela rafforzata per motivi legati a criminalità e sicurezza; inoltre Reuters e altre fonti hanno documentato l’impatto crescente del sargasso sul Caribe messicano, con nuove operazioni di pulizia spiagge anche a marzo 2026 e un problema che già nel 2025 veniva indicato come record.
La combinazione tra domanda interna al ciclo dominicano e indebolimento relativo di alcuni competitor produce tre effetti molto concreti.
Con occupazioni già sopra l’80%-85% e punte oltre il 90% attese per Semana Santa, la destinazione aumenta la propria capacità di assorbire spesa turistica ad alto ritmo.
Quando una destinazione cresce mentre altre rallentano, consolida il proprio posizionamento non solo come località “bella”, ma come scelta affidabile. Questo conta moltissimo per tour operator, catene alberghiere, compagnie aeree, investitori e buyer internazionali.
Più turismo stabile significa più domanda per asset legati a ospitalità, branded residences, short-term rental, retail di destinazione, servizi premium e infrastrutture ricreative. Non è un automatismo per ogni singolo progetto, ma il quadro macro resta nettamente favorevole.
La vera forza della Repubblica Dominicana oggi non è solo “fare numeri record”. È farli in continuità, anno dopo anno, consolidando un vantaggio competitivo reale. Il 2023 ha sancito il superamento stabile della soglia dei 10 milioni di visitatori; il 2024 ha portato il Paese oltre gli 11,19 milioni; il 2025 ha alzato ulteriormente l’asticella a 11,68 milioni; e il 2026 è partito con oltre 2,4 milioni di visitatori in soli due mesi.
In altre parole: la Repubblica Dominicana non sta semplicemente beneficiando delle difficoltà altrui. Sta beneficiando delle difficoltà altrui perché si è già costruita da tempo una reputazione solida, un sistema turistico scalabile e una macchina commerciale capace di catturare quella domanda. Ed è proprio questo il punto più importante.
La Repubblica Dominicana continua a distinguersi come la destinazione più solida, dinamica e competitiva dell’area caraibica.
In un contesto regionale segnato da instabilità energetiche, criticità climatiche e pressioni sulla sicurezza in altri mercati, Punta Cana e l’Est dominicano confermano la loro capacità di attrarre flussi crescenti di visitatori, investimenti e nuove opportunità.
Chi osserva oggi il Caribe con logica strategica, non può ignorare un dato fondamentale: la leadership turistica dominicana non è più una promessa. È una realtà misurabile, crescente e strutturale.
Altre fonti:
- Así beneficia el declive de Cuba, Jamaica y México a Punta Cana
- RD logra cifra récord de 1.18 millones de visitantes en febrero
- Compendio Turistico Estadisticas 2023 de la Republica Dominicana